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Madeira in fiore

Immaginate un giardino galleggiante che emerge dalle profondità dell’Atlantico, dove la natura non si limita a crescere, ma segue il disegno di un abile paesaggista. Madeira, conosciuta da secoli come l’isola dell’eterna primavera, è una destinazione che si svela con una grazia d’altri tempi. Qui, l’oceano smette di essere un orizzonte sconfinato e diventa la cornice di un quadro impressionista, offrendo al viaggiatore un’esperienza capace di unire fascino naturale e accoglienza d’eccellenza.

A Funchal, dal 30 aprile al 24 maggio, la città svela la sua anima più profonda durante la Festa da Flor. In queste settimane, la capitale si trasforma in un palcoscenico sensoriale unico. Il visitatore rimarrà affascinato dalla cura con cui la località viene vestita a festa: non è un semplice evento turistico, ma un rito collettivo radicato nel rispetto della terra. Il fine settimana inaugurale è forse il momento più emozionante: il sabato mattina i bambini depongono un fiore sul “Muro della Speranza” in Piazza do Município, un appello floreale alla pace universale. La domenica, invece, il grande Corteo del Fiore invade le strade con carri allegorici che sembrano sculture viventi, avvolgendo l’aria di profumi rari e selvatici.

Lontano dal fermento della parata, lo sguardo si volge verso Monte, la collina che domina Funchal. Una funivia conduce fino alla vetta, regalando un’esperienza contemplativa che permette di ammirare dall’alto i giardini pensili e l’azzurro del mare. Una volta giunti in cima, il Giardino Tropicale del Palazzo di Monte si svela fra botanica e arte: felci giganti che svettano tra i sentieri e antichi azulejos – piastrelle in ceramica bianca e blu che narrano storie secolari del luogo – invitano a una passeggiata lenta tra natura e memoria.

Per chi desidera un ritorno in città più dinamico, l’antica tradizione dei Carros do Monte offre un’occasione unica. Si scende lungo la collina a bordo di una slitta in vimini e legno, guidata a mano dai Carreiros vestiti con la loro tipica divisa bianca e un cappello di paglia. Sono proprio loro a controllare la cesta usando degli stivali con suola in gomma come freni: una discesa breve ma intensa che regala un brivido e riporta alla Madeira dell’Ottocento.

Lasciando poi le alture che dominano la capitale, ci si immerge nella rete delle levadas, antichi canali di irrigazione che oggi fungono da sentieri per trekking tra boschi di alloro, fino a raggiungere le piscine naturali di Seixal. Qui, la roccia vulcanica nera incontra il verde smeraldo delle scogliere, regalando un bagno rigenerante nell’oceano, protetti dal movimento impetuoso delle onde. 

Lasciando poi le alture che dominano la capitale, ci si immerge nella rete delle levadas, antichi canali di irrigazione che oggi fungono da sentieri per trekking tra boschi di alloro, fino a raggiungere le piscine naturali di Seixal. Qui, la roccia vulcanica nera incontra il verde smeraldo delle scogliere, regalando un bagno rigenerante nell’oceano, protetti dal movimento impetuoso delle onde. 

Alla fine del viaggio, restano soprattutto le sensazioni: la luce che muta sulle montagne mentre il sole tramonta nell’oceano, il profumo salmastro del mattino che si mescola alla dolcezza delle orchidee, il contrasto armonioso tra la vivacità dei fiori e la pietra scura delle strade storiche. Madeira lascia l’impressione di un luogo in cui la natura non è solo una cornice, ma la voce narrante di una storia antica. Un’isola dove, per chi sa guardare, la primavera non finisce mai.

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